Dalle bombe alle mucche

Per progressive associazioni verbali si può sicuramente arrivare alle mucche dalle bombe, ma é possibile anche usando fatti storici. Come racconta Michael Pollan  in “Il dilemma dell’onnivoro”, alla fine della II guerra mondiale i depositi dei paesi coinvolti erano pieni di sostanze chimiche pronte per produrre esplosivi. Tra queste quella presente in misura maggiore era il nitrato di ammonio. Si dà il caso che sia anche un eccellente veicolo per fornire azoto al terreno, un fertilizzante insomma. Negli Stati Uniti, per svuotare i depositi, fu deciso di venderlo a prezzo bassissimo agli agricoltori. La consuetudine, fino a quel momento, era di seminare il mais ad anni alterni, intervallando con legumi che permettessero al terreno di arricchirsi di sostanze azotate. Con la disponibilità di un agente azotante a basso costo, si iniziò a coltivare mais senza pause. Questo ebbe, ed ha ancora, l’effetto di impoverire il terreno, ma anche e sopratutto quello di produrre mais in grande quantità e a basso costo. La politica USA é tuttora quella di forti incentivi ai coltivatori di mais, che compensano i bassi guadagni, e rende conveniente l’uso del mais come mangime animale. Tutti gli animali da allevamento sono nutriti a mais, in particolare i bovini. Facile, no? Ma, c’é un ma…          I bovini sono animali ruminanti, cioé predisposti geneticamente a mangiare erba. L’alimentazione prolungata a mais produce uno stato di infiammazione dell’intestino, a volte fino alla atrofia del rumine, che non viene mai utilizzato. Questa infiammazione produce gas ( proprio così, ruttano e scorreggiano) cioé inquinamento ambientale, e rende necessario l’uso massiccio di farmaci antibiotici. I farmaci rimangono in una certa misura nella carne dell’animale, e passano nell’organismo di chi se ne ciba. Questo spiega la diffusione tra gli umani della resistenza agli antibiotici…

 

 

 

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