La Caponata

Alcuni fanno derivare il nome dal cappone animale da cortile, o dal pesce cappone, per i quali sarebbe nato come condimento, ma l’origine più probabile, e comunque la più accattivante, è da ricercare nelle “cauponae”, le taverne dell’antica Roma. Qui entravano per rifocillarsi, nelle pause di una giornata lavorativa che non aveva orari, braccianti e manovali, operai e carpentieri, portuali e soldati, a farsi spalmare sulle gallette di farro o di grano una salsa di cipolle, capperi e olive. I secoli vi hanno aggiunto il sedano, l’aceto, i pomodori, lo zucchero (parleremo un’altra volta di agrodolce…). Con questo intingolo si condiscono le melanzane tagliate a grossi tocchi e fritte, oppure lo stoccafisso, oppure il coniglio…

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