Le origini dell’agrodolce

Come tutti i metodi culinari molto diffusi, l’origine della preparazione in agrodolce si perde nella notte dei tempi. I documenti che ne fanno cenno per primi sono arabi e si sa che nell’antica Persia era già abituale l’uso  del succo fermentato della melagrana, consueto ancora oggi. Il suo gusto è insieme dolciastro e acidulo. Sempre dalla Persia preislamica proviene il concetto filosofico e religioso, proprio del culto Zoroastriano, per cui l’uomo deve ristabilire l’equilibrio delle energie (rotto dalla nascita del Male), cercando l’unione di Sole e Luna, chiaro e scuro, dolce e aspro. E’ persiano il termine sikbâg (si pronuncia eskibech) che da origine a scapece (o scabeccio. Escabeche in spagnolo.), la marinata calda di zucchero e aceto o succo di limone usata per le fritture, specie di pesce.

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