“Razza bianca” ?

La domesticazione del grano è iniziata nella cosiddetta “mezzaluna fertile”, corrispondente più o meno all’attuale Iraq, e si è diffusa verso nord alla velocità di circa un chilometro all’anno: 8000 km in 8000 anni. Il grano contiene una sostanza, il calciferolo, che con l’esposizione della nostra pelle ai raggi solari si trasforma in vitamina D, essenziale tra l’altro per un corretto sviluppo nelle nostre ossa. E’ questa la ragione della colorazione chiara della pelle delle popolazioni europee, progressivamente più bianca man mano che ci si sposta verso nord: favorire l’effetto dell’illuminazione solare, che si attenua. Allora, perché gli Inuit (“eschimesi”) hanno la pelle scura ? Perché discendono da popoli migrati da migliaia di chilometri più a sud ed  assumono la vitamina D direttamente dalle fonti animali, foche, pesci (il fegato di merluzzo è l’alimento che in assoluto ne contiene di più).

Citato durante una conferenza dal Prof. Francesco Cavalli Sforza, Genetista, che afferma: “Non esistono le razze, ma esistono i razzisti”.

 

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