Macco di fave

Per 4 persone, prendete g 400 di fave secche e mettetele a bagno per 6-8 ore, cambiando l’acqua un paio di volte. Scolatele e sciacquatele sotto acqua corrente, togliete la buccia, se presente, e mettetele in un tegame capace, aggiungendo acqua in misura doppia rispetto al livello delle fave. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere su fiamma moderata fino a quando non cominceranno a disfarsi. Ci vorrà circa un’ora. A questo punto aggiungete il sale e una cipolla tagliata a julienne grossa. Quando anche la cipolla sarà cotta, lavorate il tutto energicamente con una frusta per mezzo minuto. Aggiungete g 300 di cime di rapa lavate e tagliate grossolanamente. Quando anche queste saranno cotte, cioè a circa 20 minuti dall’ebollizione, potete servire la zuppa densa così com’è, irrorata da un filo d’olio e.v. d’oliva, oppure aggiungere due bicchieri d’acqua bollente e mettervi dentro a cuocere 300 g di pasta corta, portando a fine cottura e rimestando spesso. Si tratta di una preparazione antichissima, risalente all’epoca fenicia, per cui la consuetudine popolare prevede l’uso, come verdura, di erbe selvatiche, come il finocchietto o la senape. Ma le cime di rapa vanno benissimo. In alcune case si aggiunge anche carota e sedano a dadolata. Se usate la pentola a pressione, il tempo di cottura delle fave si riduce a circa 20-30 minuti, a seconda della varietà del legume.

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