Gaajarko halua

Si tratta di un dolce al cucchiaio nepalese, che nel luogo d’origine si fa con il latte di yak. Dato che anche le carote, anche se hanno lo stesso nome in tutto il mondo, cambiano di forma, sapore e consistenza, questa pietanza, riprodotta qui e adesso, necessita di “aggiustamenti”. Grattugiate finemente 250 g di carote pelate e mettetele a bollire con 0,5 l di latte intero, rimestando spesso. Dopo circa 20 minuti, quando si saranno intenerite, aggiungete 200 g di zucchero, e, dopo ancora 10 minuti, 50 g di burro ammorbidito, rimestando per altri 10 minuti. Fuori fuoco, aggiungete 3 g di gelatina in fogli, ben ammollata in acqua fredda e ben strizzata. Rimestate bene fino al completo scioglimento della gelatina, aggiungete un cucchiaino raso di semi di cardamomo macinati finemente, 50g di uva sultanina (se l’avrete tenuta 15 minuti ad ammorbidirsi nel rhum, aggiungerete una piacevole sfumatura di gusto), due cucchiai rasi di cocco grattugiato. Lasciate raffreddare, mettete in frigo per almeno un paio d’ore. Servite cospargendo ancora di cardamomo e cocco. Aspetto finale, sapore e consistenza sono molto simili a quello che ho assaggiato in Nepal anni fa, anche se sono certo che non potrebbe ingannare un Nepalese!

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